Piccolo reportage dal mondo del lavoro dal nostro fortunadrago. Sinossi: quando pesti una merda, dentro potrebbe esserci un lavoratore stizzito.
Il mondo del lavoro è incredibile. Gli impiegati li chiamano “risorse”. Le “risorse” le prendi quando ti servono, le scambi, le cedi. Le “risorse” sono come le figurine, ma senza doppioni. Io sono una “risorsa”. Questa discussione è avvenuta davanti ai miei occhi, a circa un metro e mezzo da me (da notare che nonostante fossi presente nessuno si è rivolto a me, ma hanno sempre parlato di me in terza persona):
Manager1: Ciao, senti, mi serve fortunadrago per tre giorni.
Manager2: Eh, ma io l’ho già preso per due settimane… Quando ti serve?
Manager1: Da lunedì a mercoledì, devo coprire un buco.
Manager2: Ma al cento per cento?
Manager1: No, bè, al cinquanta può bastare.
Manager2: Ah ok, allora facciamo che da lunedì a mercoledì fa cinquanta sul mio progetto e cinquanta sul tuo.
Manager1: Perfetto, grazie. Ciao ciao!
Manager2: Ciao.
Quanto faccio al chilo? Sono 75 chili, lascio? Mi incarto? Mi ripongo nella vaschetta? Quando dicevo che mi sarebbe piaciuto essere un uomo oggetto non intendevo questo.
fortunadrago



vedi, quando si parla della fetta di culo, non è granbiscotto.
parola di francesco amadori.
…e comunque, tutti prima o poi hanno bisogno di un fortunadrago. Contro il nulla che avanza (rappresentato benissimo, peraltro, da questo maraviglioso blog).