Rovistando tra vecchie ciarlatanate e cialtronate il sottoscritto ha trovato un interessante articolo di botanica, che evidentemente capita a fagiolo nel preciso contesto scientifico che permea questo spazio.
“L’albero della Merda nasce soprattutto nei giardini cittadini, preferibilmente nelle grandi città, o nei pressi di profumerie, o davanti alle banche, o nelle grandi ville private. Il fusto raggiunge altezze notevoli, fino a 20 metri nelle piante più anziane, e la corteccia dell’albero della Merda è liscia e chiara. I rami dell’albero della Merda hanno spesso forme contorte e formano grovigli inestricabili. Le foglie dell’albero della Merda sono caduche, molto larghe e vellutate, dalla forma quadrata e con i contorni netti per due lati e leggermente seghettati per gli altri due; i rami non ne sono mai molto carichi. I fiori dell’albero della Merda sono molto piccoli e chiari, in tonalità rosa; sono formati da due petali rotondi ed accostati, del diametro di 3-4 cm l’uno, con un piccolo centro rosso nascosto tra questi. I frutti dell’albero della Merda sono morbidi e rugosi, variano dal color nocciola fino all’ebano. La loro forma è stretta e allungata, dai 5 ai 30 centimetri di lunghezza e dai 3 agli 8 di larghezza. I frutti maturi diventano flaccidi e si staccano dai rami cadendo pesantemente al suolo, sformandosi. I semi dell’albero della Merda, simili ad arachidi, contenuti nei frutti, sono trasportati altrove da esponenti dell’alta borghesia o funzionari ecclesiastici o banditi, che li offrono ai cittadini. I frutti dell’albero della Merda hanno un odore molto forte e pungente, che la pianta usa per attirare i trasportatori. Secondo la tradizione popolare, calpestare un frutto dell’albero della Merda è segno di buon auspicio.”
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