Viene riportato di seguito un sagace ragionamento verso questo genere; senza aggiungere nulla di nuovo l’autore ripropone la classica critica delle menti superiori nei confronti di queste massificazioni e mistificazioni cinematografiche.
Il fallimento della maggior parte dei film giovani che vogliono essere film più fighi dei film giovani precedenti è sempre individuabile nelle prime scene. E questo è un peccato perchè sai già che quel film giovane e figo non riuscirà ad essere più figo dei precedenti – che comunque giustifichiamo perchè sono arrivati prima e sono cult, o perchè per quanto possa essere un film di merda winona ryder da giovane ci faceva sempre innamorare, e ci troviamo a vedere qualcosa che titolando “giovani, carini e disoccupati” avrebbe dovuto funzionare per una mente lucida come uno zampirone da dodici chili per una zanzara inferma. Ora, la tendenza più tipica dei film giovani che vogliono essere più fighi dei film giovani precedenti è la decostruzione dell’ambientazione tipica da film giovane classico (tutti sono eroi e dicono le cose giuste, la politica non esiste, alla fine c’è sempre il perdono o la morte violenta, tutti i californiani fanno surf e hanno la ford scopami-capelli-al-vento, e altre robe del genere) per una ricostruzione postmoderna, in cui non tutti sono poi così fighi, va di moda mettere delle foto in bianco e nero alla parete e si preferisce nick cave a billy idol, o ancora i giovani sono meno politically correct e criticano gli sbirri, si fanno le canne e non si fanno la barba; i personaggi maschili perdono i muscoli e diventano sarcastici. I personaggi femminili invece, se prima erano interpretati da fighe, ora sono sempre interpretati da fighe. E’ solo diminuito drasticamente il numero di bionde. Per il resto sai benissimo che dopo otto minuti, quando il protagonista sfigato-ma-non-troppo (raramente arriva ad avere gli occhiali) incrocia lo sguardo della figa di turno (che ancora non esplode nella sua strapottaggine, nascondendola per il finale) alla fine del film si troveranno nel letto con le lenzuola bianche – anche se il film è girato dentro un inceneritore in campania. Prendiamo un esempio di film giovane abbastanza godibile, “E morì con un felafel in mano”; dopo sette minuti e cinquanta secondi compare la strapotta di turno, sudaticcia e con una pettinatura che indica “non voglio essere figa”. Ma lo è. E tu sai già che andrà a finire con il falso sfigato protagonista che poi si rivela scrittore da 25mila dollari a racconto. E naturalmente nelle ultime scene lei ha una canottina bianca che intende “sì, in realtà sono un’arrizzacazzi”. Oppure un film giovane italiano di successo, come “Santa Maradona”, per quanto la trovata geniale del regista di mettere Accorsi nel ruolo del mezzorincoglionito senza chiedergli di recitarlo (dote innata), sappiamo già che quando sbatte contro Anita Caprioli finiranno insieme. E l’unica consolazione è come sempre che la Caprioli è una strapotta pazzesca e quindi te lo guardi, zitto. Ma è pur sempre un fallimento.
Voglio un cazzo di film pieno di brufoli, con la seconda di reggiseno come misura massima e la gente che si annusa i calzini prima di vestirsi, e che quando non ne trova di puliti li cambia di piede sperando in un effetto diverso. Con personaggi che non hanno mai la battuta pronta e che balbettano bestemmie quando scoprono che il coinquilino gli ha finito la bottiglia di mirto. Con delle storie la cui morale è: non c’è nessuna morale, è il caso che ha condotto gli eventi.
Sarebbe bello.
E ovviamente sarebbe un fallimento.
cronopio



beh,per essere ancora più realistico, in tutto questo manca la sfigata con l’apparecchio, che il protagonista del film si porta a letto per disperazione.. e anche un pene piccolo.
Siamo realistici: le sfigate con l’apparecchio non scopano.
Approvo però il pene piccolo. Sì, questo è importante.
Ma scusate chi ha l’apparecchio non è sfigato sono sfigati qelli che hanno i denti a castoro… Ormai al giorno d’oggi tutti hanno l’apparecchio… E dai, uscite di casa e guardate quante xsone ci sono con l’apparecchio, dai…
Giuliettina non ti preoccupare per il tuo apparecchio, noi non ti giudicheremo sfigata. Cioè, non con te davanti. Forse. O comunque non per l’apparecchio.
Le tue colpe sono più gravi (leggere “xsone”).
Beh dai, come si dice, un giorno sarai farfalla.
Ti vogliamo bene, continua a seguirci.
Sfigata.